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Cinture di sicurezza posteriori: lo sapevi che sono obbligatorie?
Cinture di sicurezza posteriori: lo sapevi che sono obbligatorie?

Pare che in molti siano refrattari all’utilizzo delle cinture di sicurezza, soprattutto quando si parla dei posti posteriori. Questo ovviamente costituisce un pericolo per tutti i passeggeri. I dubbi nascono forse dal fatto che la normativa è relativamente recente e risale al 2006, attraverso il decreto legislativo n.150 sui sistemi di sicurezza stradale, il quale accoglieva a sua volta una direttiva europea. L’obiettivo era rendere più sicuro tutti i passeggeri. Molti pensano infatti che le cinture posteriori servano solo a proteggere chi è seduto dietro, ma non è così. In caso di incidente infatti vengono evitati gli sbalzi in avanti che possono far pressione su chi siede davanti, aggravando la situazione. Fortunatamente l’Unione Europea ha previsto che dal 2025 tutti i veicoli di nuova produzione siano dotati del dispositivo reminder (avvisatore acustico) in caso di mancato utilizzo delle cinture di sicurezza anche sui sedili posteriori, il che sarà sicuramente un passo avanti.

Quali sono le sanzioni per non aver allacciato le cinture?

Innanzitutto ricordiamo che l’articolo 172 del Codice della Strada afferma a chiare lettere che anche i passeggeri che siedono sui sedili posteriori sono obbligati ad allacciare le cinture di sicurezza, sempre e comunque. L’obbligo di allacciare le cinture di sicurezza riguarda i passeggeri di tutte le automobili, di tutti gli autoveicoli pensati per il trasporto di cose e di persone e dei quadricicli leggeri provvisti di carrozzeria chiusa. Quindi per estensione, anche sugli autobus e sui taxi. Le sanzioni per non aver allacciato le cinture posteriori sono salate: vanno dagli 80 ai 232 euro e prevedono anche la detrazione di 5 punti dalla patente. C’è inoltre un’aggravante per la reiterazione: se infatti una persona viene colta una seconda volta senza cintura nell’arco di due anni, quella si vedrà sospendere la patente per un periodo minimo di 15 giorni fino a un massimo di 2 mesi.
Per i minorenni la multa verrà imputata al conducente del veicolo o alla persona sua responsabile, se a bordo dell’autovettura.

Cosa dicono le statistiche?

Le statistiche pubblicate da ETSC (Euroepan Transport Safety Council) del 2015, dove facendo un confronto tra i vari Paesi, l’Italia ne esce decisamente male. Per quanto riguarda i sedili anteriori i tassi di utilizzo delle cinture di sicurezza sono più alti in Germania, Svezia, GB ed Estonia con il 98% dei passeggeri che si allacciano le cinture di sicurezza durante gli spostamenti mentre rimangono al 61% in Croazia, al 62% in Italia, al 74% in Serbia, all’82% in Lettonia e all’83% in Ungheria. Sui sedili posteriori invece la situazione è la seguente: dal 98% in Germania e Repubblica Ceca a solo l’1% in Croazia. Indossare la cintura di sicurezza sui sedili posteriori è ancora eccezionale in Serbia (7%), rarissimo in Italia (15%) e raro in Lituania (33%).

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