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Le previsioni per il mercato auto nel 2022
Mercato auto 2022, ecco che cosa dicono le ultime previsioni

Nell’ultimo trimestre del 2021 una nuova brusca flessione nelle immatricolazioni di nuove auto ha caratterizzato il mercato italiano, sul quale si fa ancora pesantemente sentire la carenza di materie prime. Il conseguente aumento dei prezzi di vendita delle auto sembra ormai inevitabile, ma cosa dicono le ultime stime? Quali sono le previsioni per il mercato auto nel 2022?

L’andamento del mercato auto nel 2021

Analizzando i dati recenti, a ottobre 2021 il mercato dell’auto in Italia ha subito un nuovo brusco calo, attestandosi a sole 101.015 nuove immatricolazioni, ovvero -35,7% rispetto alle immatricolazioni del 2020. Un calo piuttosto importante che porta a una perdita di quasi 360.000 vetture nei primi dieci mesi rispetto allo stesso periodo 2019 (con 1.266.629 immatricolazioni, il 22% in meno). Questa flessione è causata anche alla persistente carenza di componenti elettronici, che continua a rallentare il flusso delle consegne. I provvedimenti del Governo, che comprendono gli incentivi “green”, non sono riusciti ad attuare una ripresa del mercato anche a causa dei limitati fondi messi a disposizione: per fare un esempio, il recente stanziamento di 65 milioni di euro a favore delle vetture nella fascia di emissioni 0-60 g/Km di CO2 è andato esaurito nell’arco di un solo giorno.

Tale situazione non fa sicuramente intravedere possibili miglioramenti a breve termine, tanto da rendere realistica una chiusura del 2021 con un volume complessivo non superiore a 1.500.000 unità, ovvero 417.000 auto in meno del 2019, con un calo del 21,7%.

Mercato auto 2022: i possibili scenari

Come sottolinea il rapporto Euler Hermes, dal titolo “La carenza di chip fa aumentare il potere di determinazione dei prezzi delle Case automobilistiche in Europa”, la carenza di microchip e materie prime è la principale responsabile della crisi del mercato auto degli ultimi tempi. Tale crisi nasce nel primo trimestre 2020, periodo in cui l’emergenza Covid-19 esplose in tutto il mondo, costringendo le nazioni ad attuare veri e propri stop alla produzione e a imporre blocchi a molte attività. Tutti questi elementi contribuirono pesantemente a frenare la produzione industriale.
Considerando l’intera Europa, già dall’ultima parte del 2020 e nel primo semestre del 2021 si è avuta una inversione di tendenza grazie alle riaperture, che hanno portato ad ampi benefici per la domanda di nuovi veicoli. Volumi in sostanziale crescita, sebbene inferiori ai livelli pre-crisi (i primi sei mesi del 2019 registrarono ben 1,553 milioni di nuovi autoveicoli immessi in circolazione in Europa rispetto alla prima metà del 2021). Si assiste dunque ad un aumento della domanda che però, a causa della scarsa disponibilità di materie prime, non può essere compensata dall’offerta. Ciò che manca sono principalmente i chip ed i materiali semiconduttori, il cui ruolo è sempre più essenziale per le dotazioni hi-tech di bordo nei veicoli di nuova generazione.

Come conseguenza, si prevede che già dal primo semestre 2022 si potrà assistere ad un inevitabile aumento dei prezzi di vendita dei veicoli, ipotizzabile in un range oscillante fra il +3% ed il +6%. Andando ancora più in dettaglio, il rialzo in Italia potrebbe essere addirittura del +5,8%, il più elevato tra i mercati europei (si stima un +4% in Germania, +2,4% in Spagna e +5,0% in Francia): una prospettiva allarmante per i consumatori finali. È da considerare tuttavia che si tratta di un’analisi non definitiva e soggetta a diverse variabili, tra cui l’andamento dell’emergenza sanitaria, un prossimo ritorno alla piena disponibilità di materie prime e l’efficacia da parte delle Case costruttrici nello stabilire il prezzo.

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